Il microchip è l’attuale strumento elettronico di identificazione del cane (o di un animale) che permette un riconoscimento univoco da parte dell’Anagrafe Canina in relazione con il suo proprietario. In pratica associa il cane al padrone.
Ma partiamo dall’inizio...
Microchip 2Il microchip è un circuito elettronico di piccolissime dimensioni, simile ad un chicco di riso, che viene iniettato tramite apposita siringa sotto la cute del cane, di solito sul lato sinistro del collo, e serve ad identificare in modo inequivocabile ogni cane iscritto all’Anagrafe Canina. Il materiale di cui è composto è bio-compatibile e non comporta alcun problema per la salute dell’animale e che può muoversi liberamente senza impedimento alcuno. La lettura avviene tramite un apposito lettore portatile avvicinandolo al microchip fino a che non appare sullo schermo il codice rilevato a quindici cifre. Un metodo non invasivo che permette la lettura e quindi l’identificazione del soggetto in Anagrafe Canina.
Microchip 1 lettoreL’Anagrafe Canina è il mezzo legittimo per tutelare i diritti dell’animale e definire i doveri del proprietario. Permette di rintracciare il proprietario in caso di smarrimento del cane ma previene anche l’abbandono e il randagismo. Ogni regione istituisce la propria Anagrafe Canina.
Ognuno però ha le sue competenze.
La richiesta dell'inoculazione del microchip deve essere fatta dal proprietario tramite la sottoscrizione del modulo “Denuncia per l’iscrizione all’anagrafe canina” (in triplice copia) al servizio Veterinario dell’ASL locale o presso il proprio Veterinario.
Il veterinario apporrà il microchip sottopelle visitando il cane e assicurandosi che stia bene.
Il Comune, ad avvenuta iscrizione e inoculazione, rilasceranno il certificato di applicazione del microchip vidimato. Questo sarà l’unico documento valido che attesta la proprietà del cane (o la detenzione) al proprietario (o detentore).
Le copie vidimate del certificato di applicazione rimangono rispettivamente al Veterinario, al Proprietario e al Comune (Anagrafe Canina).
La scheda di registrazione del cane contiene
Certificato esempio Iscrizione Anagrafe CaninaDati proprietario: Cognome e Nome, Comune di residenza, indirizzo e codice fiscale. Luogo di nascita, data di nascita, codice fiscale, telefono e/o cellulare (dove rintracciare il proprietario) e indirizzo email. Possono effettuare l’iscrizione solo i proprietari maggiorenni, poiché secondo la legge, un minorenne non può essere né proprietario né detentore.
Microchip: in questo spazio verra apposta la “fustella”, ovvero il numero con codice a barre che identifica il cane.
Dati del cane: Nome, RAZZA*, sesso, la data di nascita (presunta se è un trovatello), il tipo di pelo, il colore del mantello, la taglia e segni particolari (ove ne esistano). Se il cane viene tenuto presso un’abitazione che non coincide a quella di residenza, allora dovrà essere compilato anche il campo “Luogo di detenzione”.
*Un appunto sul termine RAZZA nel modulo dell’anagrafe. Per RAZZA si intende la somiglianza alla razza, non la razza stessa in quanto l’assegnazione di soggetto appartenente ad una razza viene dato solo dall’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana), ente che assegna il numero e l’appartenenza alla razza in base al Decreto Ministeriale n.21095 che demanda la competenza per l’ordinamento e la tenuta dei Libri genealogici e dei relativi controlli, e della disciplina della riproduzione animale.
Questo punto è molto importante in quanto il “Certificato d’iscrizione dell’Anagrafe Canina” NON ATTESTA l’appartenenza ad una RAZZA ma solo la proprietà del cane.
Si ricorda inoltre che il proprietario sottoscrivente il “Certificato d’Iscrizione dell’Anagrafe Canina” con dichiarazione non veritiera (o falsa), farà decadere i benefici acquisiti per effetto della dichiarazione (ovvero la proprietà), nonché sarà possibile un rilievo penale, per effetto della dichiarazione mendace, in base all’art. 75 e 76 D.P.R. 445 del 28/12/2000.
L’obbligo di identificazione dei cani è un obbligo di legge regolamentato dalla Legge quadro 14/8/91, n° 281 in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo. “La tecnologia (il microchip) è un mezzo efficace nella prevenzione del randagismo e nel controllo dell’abbandono, oltre che essere condizione indispensabile per garantire un efficace controllo sanitario e giuridico.”
Leggi regionali ad hoc (ad esempio la L.R. Lombardia del 1/1/2001, L.R. Lazio 34 21/10/1997) prevedono ulteriori doveri da parte del proprietario/detentore, ma in questo caso vi suggerisco di approfondire con l’ASL locale.
La mancata registrazione in Anagrafe Canina, la mancata comunicazione di cambio di proprietà, la mancata comunicazione del cambio di residenza, l’omessa denuncia di scomparsa del cane e la mancata applicazione di microchip comportano sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 259 Euro.
Il microchip quindi identifica il cane principalmente come appartenente ad una persona (di proprietà) e non ad una razza specifica, come abbiamo già visto nell’articolo: “il Pedigree”.

Angelo Romanò

dalla rivista del Club Italiano Jack Russell Terrier n.4