Già i latini parlano di “stemma” (“albero genealogico” in Italiano) e già in Lucio Seneca (4 a.C. - 65 d.C.) si trova traccia nel suo “Estipulae ad Lucilium”, (“Lettere a Lucilio”) che cito di seguito come testimonianza di due cose: la prima sull’origine, la testimonianza certa da dove veniamo, la seconda, quella più discussa, della relazione che la stessa ha nel rapporto o nella vita di un soggetto.
senecaLatino: “Si quid est aliud in philosophia boni, hoc est, quod stemma non inspicit; omnes, si ad originem primam revocantur, a dis sunt. Eques Romanus es, et ad hunc ordinem tua te perduxit industria; at mehercules multis quattuordecim clausa sunt, non omnes curia admittit, castra quoque quos ad laborem et periculum recipiant fastidiose legunt: bona mens omnibus patet, omnes ad hoc sumus nobiles. Nec reicit quemquam philosophia nec eligit: omnibus lucet. Patricius Socrates non fuit; Cleanthes aquam traxit et rigando horto locavit manus; Platonem non accepit nobilem philosophia sed fecit: quid est quare desperes his te posse fieri parem? Omnes hi maiores tui sunt, si te illis geris dignum; geres autem, si hoc protinus tibi ipse persuaseris, a nullo te nobilitate superari. Omnibus nobis totidem ante nos sunt; nullius non origo ultra memoriam iacet. Platon ait neminem regem non ex servis esse oriundum, neminem non servum ex regibus. Omnia ista longa varietas miscuit et sursum deorsum fortuna versavit.”
Italiano: “La filosofia ha, tra l'altro, questo di buono: non guarda all'albero genealogico: tutti, se si rifanno alla loro prima origine, discendono dagli Dèi. Tu sei un cavaliere romano e a questo ceto ti ha condotto la tua laboriosità; sono molti a non avere diritto alle prime quattordici file e il senato non accoglie tutti; anche nell'ambito militare gli uomini destinati a imprese faticose e piene di pericoli si scelgono dopo un severo esame: la saggezza, invece, è accessibile a tutti, tutti siamo sufficientemente nobili per raggiungerla. La filosofia non respinge, non sceglie nessuno: splende per tutti. Socrate non era patrizio; Cleante attingeva l'acqua e irrigava lui stesso il giardino; la filosofia non ha accolto Platone già nobile, ma lo ha reso tale: perché disperi di poter diventare pari a loro? Sono tutti tuoi antenati, se ne sarai degno; e lo sarai, se ti convincerai subito che nessuno è più nobile di te. Tutti noi abbiamo un ugual numero di avi; la nostra origine va oltre la memoria umana. Platone sostiene che non c'è re che non discenda da schiavi e schiavo che non discenda da re. Vicende alterne nel corso dei secoli hanno sconvolto tutte queste categorie e la fortuna le ha sovvertite.”
Forti sono le parole di Seneca, ma d’altra parte la discendenza eredita tratti fisici, caratteristici e predisposizioni caratteriali, non l'operosità o il sapere che un soggetto faticosamente acquisisce.
Nel 1800, la discendenza diretta di una persona si indicava tramite albero genealogico, ovvero la rappresentazione o descrizione grafica della discendenza, e quindi appartenenza, di una famiglia simile alla ramificazione di un albero, partendo dall’avo più lontano, via via completando i rami (discendenti) fino ad arrivare agli ultimi conosciuti (foglie). La stessa rappresentazione, ma al contrario, può iniziare partendo da una radice, ovvero il punto di origine da dove indicare la propria persona e attestando (e certificando) via via i parenti e avi, rappresentati come rami, fino ad arrivare a delle foglie, ovvero il punto di partenza più remoto documentabile della propria discendenza.
Albero genealogico esempioDiversamente dall’albero genealogico, la parola “Pedigree” nasce nel 1400 circa la francese “Pied de grue” che significa letteralmente “Piede di gru” (Zampa di gru). Anche qui la rappresentazione della famiglia avveniva indicando biforcazioni con linee rette partendo da un punto centrale. Le rappresentazione a linee lascia sul manoscritto un disegno simile alla zampa di gru. Anche in questo caso parliamo di genealogia.
Crane gruLa struttura ad albero o a zampa di gru, e similari, sono ancora oggi importanti per evidenziare la storia o meglio il percorso di generazione in generazione. L’albero genealogico o il Pedigree rappresentano quindi l’ereditarietà di uno o più caratteri. Riferendoci al mondo canino rappresenta, tramite il nome dei genitori e parenti, l’appartenenza ad una razza piuttosto che un’altra, una selezione fatta di generazione in generazione per raggiungere il tipo.
Pied de gruIl Pedigree rilasciato dall’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana), è l’unico documento ufficiale che certifica la razza del soggetto, inscritto nel libro genealogico di tipo Registro Origini Italiano (ROI) o Registro Supplementare Riconosciuti (RSR). Il libro genealogico rappresenta lo strumento primario per l’azione di miglioramento dei cani di razza nell’azione selettiva, secondo gli standard morfologici e funzionali, e promotrice di valore zootecnico.
L’allevatore, come è evidente, è il fulcro della selezione, non solo perché conosce il soggetto, ma perché conosce pregi e difetti di una linea di sangue e della razza stessa. La selezione quindi tiene conto dell’intera catena, non limitandosi agli ultimi due soggetti, lavoro complesso e difficile da condurre.
PedigreeIl pedigree non si limita solo al foglio in se stesso ma contiene un lavoro, a volte molto duro e selettivo, che viene perseguito dal nuovo proprietario, allevatore o privato che sia. Il valore aggiunto al Pedigree non viene quantificato nel foglio stesso ma conteggiato nella qualità delle linee o del cucciolo che andremo a scegliere, partendo dall’aspetto morfologico del cane fino ad arrivare all’aspetto caratteriale, importante per la selezione di razza.
pedigree-0.PEDIGREEIl pedigree contiene tutte le informazioni genealogiche del soggetto, partendo dall’anagrafica e sviluppando via via la sua discendenza.
pedigree-1.ALTONella parte interna di un Pedigree italiano troviamo in alto i dati identificativi del cane

  1. GRUPPO: Come tutti i cani, ogni razza ha la sua classificazione che non solo tiene conto delle qualità morfologiche e caratteriali, ma anche delle qualità nell’utilità che questa razza può fornire secondo una classificazione stilata ai fini del 1800, dove tutti i gruppi seguono un criterio di destinazione utilitaristica, organizzati e strutturati in base al ceppo d’origine o alla struttura morfologica. Il Jack Russell Terrier è un cane da caccia e la sua classificazione appartiene al gruppo 3, Terrier, dove troviamo cani di tempra forte principalmente di piccola ma anche di media taglia, robusti e agili per cacciare fin dentro le tane mammiferi “nocivi”.
  2. AL N.: Indica il tipo di libro genealogico (RSR o ROI) su cui verrà registrato il soggetto e il numero univoco ad esso assegnato, secondo degli schemi definiti dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI). A seguire, sempre sulla stessa riga, viene riportata la data di registrazione, ovvero quando il soggetto è stato effettivamente registrato.
  3. DEL CANE: Contiene il nome del cane e, se proveniente da un allevamento riconosciuto ENCI, l’affisso o il suffisso dell’allevamento. Per “affisso” o “suffisso” s’intende il nome dell’allevamento e la sua posizione all’interno del nome completo del cane. Ad esempio se il nome è “Allevamento Nome” si parlerà di affisso, se il nome è “Nome dell’Allevamento” allora si parlerà di suffisso.
  4. NATO IL: Data di nascita del cane
  5. SESSO: Sesso del cane (MASCHIO o FEMMINA)
  6. DI RAZZA: Razza di appartenenza, nel nostro caso JACK RUSSELL TERRIER.
  7. COD. IDENTIFICATIVO: Indica il codice identificativo del cane. Un tempo si faceva un tatuaggio sotto l’orecchio, ma oggi si ricorre ad un sistema univoco inoculato sottopelle, il Microchip, costituito da una piccola capsula contenente un codice magnetico a 15 cifre leggibile tramite apposito lettore ed univoco in tutto il mondo. Il codice identificativo del cane (Microchip) è obbligatorio per legge e deve essere inoculato presso l’ASL o da un medico veterinario accreditato e provvedendo alla registrazione all’anagrafe canina del cane da parte del proprietario (L.14/8/91,n°281). L’identificazione ed iscrizione consente, in caso di smarrimento, di ritrovare il cane velocemente.
  8. MANTELLO: Colore del mantello del cane.
  9. ALLEVATORE il SIG.: Nome dell’allevatore (persona), preceduto da un numero di riconoscimento ENCI e seguito dall’indirizzo completo. In questa riga può apparire anche la scritta MASTER ALLEVATORE nei casi in cui l’allevatore abbia partecipato a MASTER cinofili riconosciuti ENCI.
  10. pedigree-1.NOTENOTE: In questo spazio verranno aggiunti dati degni di attenzione, come ad esempio certificazioni ufficiali per la displasia all’anca o altri certificati.

pedigree-2.MEDIOLa parte centrale mostra la genealogia del soggetto fino alla 4° generazione, dopodiché altre generazioni vanno ricercate sul sito dell’ENCI che offre la possibilità di ricerca per soggetto.
Nei vari soggetti elencati (Genitori, Nonni, Bisnonni e Trisnonni) si può trovare il numero di riferimento del Pedigree, seguito dal nome. Per soggetti esteri si avrà un codice di pedigree diverso da nazione a nazione. Su alcuni Pedigree non tutti i Trisnonni, Bisnonni o Nonni sono presenti, questo ad indicare l’inizio della generazione, o come dicevamo all’inizio, riferendoci all’albero genealogico, in senso figurato le foglie dell’albero.
pedigree-3.BASSA copiaSe compare un asterisco sulla destra della riga riferita al soggetto, in corrispondenza delle colonne CAMPIONI ITALIANI o CAMPIONI INTERNAZ. vuol dire che quel soggetto è anche stato dichiarato campione dall’ENCI a vario titolo (BELLEZZA, LAVORO, ASSOLUTO). Altri titoli ed esami del soggetto possono anche comparire in corrispondenza della colonna TITOLI VARI.
pedigree-3.BASSANella parte inferiore risiede lo spazio dedicato ai passaggi di proprietà, che dovranno essere fatti a cura del proprietario presso una delegazione ENCI presente sul territorio.
Il tempo necessario per avere il Pedigree, una volta consegnato il modello della cucciolata, si aggira intorno a uno/due mesi, in base al periodo.
Dove controllare il pedigree se si hanno solo gli estremi del numero?
ENCI.1Il sito ENCI offre la possibilità di consultare i Pedigree Italiani online. Per farlo, collegatevi al sito http://www.enci.it, selezionate “Libro genealogico online” sotto la sezione LIBRO GENEALOGICO, come riportato qua a fianco. Le possibilità di ricerca sono molteplici e vi consiglio di seguire le istruzioni che compaiono a video.
Il pedigree è di fatto un documento molto importante che accompagna il Jack Russell Terrier non solo per il suo attestato di appartenenza alla razza, ma per la storia che si è dovuta percorrere per arrivare a quel soggetto, a partire dalla selezione degli accoppiamenti fino all’esclusione di soggetti non idonei per le finalità di razza, un percorso difficile e pieno di sacrifici che ha saputo dare forma e sostanza ad una razza giovane di forte tempra.
Molti pedigree esteri includono al loro interno l’indicazione di test genetici e esami strumentali fatti sui soggetti, test che permettono di selezionare e/o di certificare l’effettiva salute del soggetto e di conseguenza avere una sicurezza in più per la sua progenie. Non solo serve per i cuccioli, ma diventando adulti servirà anche per mantenere la razza in salute e longeva. Oggi, nel pedigree italiano queste informazioni non sono ancora presenti ma sono presenti presso gli allevatori che rilasciano tali documenti a completamento del pedigree del cucciolo. Spesso si confonde quindi il Pedigree come pezzo di carta che accompagna il cane ed è luogo comune sbagliare opinione.
Il Pedigree in sostanza è la storia delle storie che accompagna il vostro Jack Russell, difficilmente quantificabile, dove passione, sforzi, sacrifici, persistenza e capacità fondano le proprie radici per la selezione e la tutela della razza.

Angelo Romanò

dalla rivista del Club Italiano Jack Russell Terrier n.4